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Abbiamo sempre vissuto nel castello

By Shirley Jackson, Monica Pareschi (Translator)

(499)

| Paperback | 9788845923661

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Book Description

"A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce"; con questa dedica si apre "L'incendiaria" di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca feContinue

"A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce"; con questa dedica si apre "L'incendiaria" di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i "brividi silenziosi e cumulativi" che - per usare le parole di un'ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo "La lotteria". Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male - un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai 'cattivi', ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.

Critics

  • Abbiamo sempre vissuto nel castello

    Mary Katherine Blackwood, detta Merricat, ha diciotto anni e vive con la sorella Constance, il vecchio zio Julian e il gatto Jonas in una grande casa ai margini di un paese della campagna americana. Merricat è l'unica ad avere contatti con il mondo e ... (read full critics)

    mangialibri published on Fri, 17 Feb 2012

  • Abbiamo sempre vissuto nel castello

    La trama e le recensioni di Abbiamo sempre vissuto nel castello, romanzo di Shirley Jackson edito da Adelphi. "A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce"; con questa dedica si apre "L'incendiaria" di Stephen King. È infatti co ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

7 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Inquietudine imperfetta

    "Charles è un temerario. La tua arte culinaria, per quanto di altissimo livello, presenta qualche inconveniente".
    Zio Julian a Constance

    La Shelley in un primo momento innalza un muro di stasi, abituandoci all'immutabile culto del quotidiano dei tre Blackwood. Per buona parte del libro si pr ... (continue)

    "Charles è un temerario. La tua arte culinaria, per quanto di altissimo livello, presenta qualche inconveniente".
    Zio Julian a Constance

    La Shelley in un primo momento innalza un muro di stasi, abituandoci all'immutabile culto del quotidiano dei tre Blackwood. Per buona parte del libro si procede unicamente alla coltivazione della morbosoa sociopatia fino a che, una volta che si è diventati partecipi di questo sinistro e metodico vivere, ormai avvezzi alle dilatazioni delle giornate, dei riti e delle stagioni, non vengono introdotti due violenti stravolgimenti, il primo sociale (straordinario come Charles, avido ed opportunista ma pur sempre un "mondano", venga percepito come ostile e dannoso per la pace della casa pure dal lettore) ed il secondo materiale. Si ha così una catalisi degli eventi che crea vertigine, dopo tanta maniacale quiete: quasi avevo paura a sfogliare le ultime pagine mentre il perfetto mondo routinario crollava sotto i colpi di una comunità così intollerante al rifiuto del suo sistema, una rabbia tanto illogica e viscerale quanto profonda ed inconciliabile pare la distanza fra i differenti osservatori sulla vita.

    In generale, dalla descrizione, mi aspettavo un'atmosfera decisamente più inquietante e malata, invece questo aspetto mi ha deluso. Tutto sommato si poteva fare di meglio. Anche il finale piuttosto mediocre, a parte l'immagine della casa, decisamente suggestiva. Non troppo riuscito nemmeno il personaggio di Merricat, a cui avrei dato un più deciso tocco "mortifero" alla Venerdì Addams. Quello di Constance, il cui nome descrive a pieno il personaggio, rimane piuttosto incolore, anche se penso sia funzionale. Notevole lo Zio Julian. Se non altro un libro che si lascia leggere con estremo piacere.

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    Skygazer said on Apr 3, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    “Merricat, said Connie, would you like a cup of tea?
    Oh no, said Merricat, you’ll poison me.
    Merricat, said Connie, would you like to go to sleep?
    Down in the boneyard ten feet deep!”

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    annie said on Nov 6, 2009 | Add your feedback

  • psicotico
    pauroso
    brividoso :)

    eppure, nemmeno un morto!

    Un "viaggio" nel mondo visionario di una ragazza e delle sue stranezze.

    Scritto bene!

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    Samuel said on May 16, 2012 | Add your feedback

  • Premessa: il libro in sé non è brutto; contiene una fedele anche se spaventosa fotografia della realtà di molte piccole comunità dove chiunque crede di sentirsi in dovere di essere giudice, giuria e boia dei "peccati" altrui.Ma...! Le ho odiate, le due protagoniste, dalla prima pagina, le ho odiate ... (continue)

    Premessa: il libro in sé non è brutto; contiene una fedele anche se spaventosa fotografia della realtà di molte piccole comunità dove chiunque crede di sentirsi in dovere di essere giudice, giuria e boia dei "peccati" altrui.Ma...! Le ho odiate, le due protagoniste, dalla prima pagina, le ho odiate fino a l'ultima parola. E non per quello che avevano o non avevano fatto, ma per quello che dicevano, o pensavano o facevano. mai successo prima.

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    FirminiA said on Apr 30, 2012 | Add your feedback

  • Gruppo lettura aprile

    Un inizio folgorante. Un genere che normalmente mi affascina e mi rapisce e gli ingredienti ci sono tutti per renderlo una storia speciale. Sottilmente folle e grottesco, inquietante e disperato.
    Due sorelle e uno zio malato, vivono relegate in una casa immensa (una sorta di castello fuori dal mondo ... (continue)

    Un inizio folgorante. Un genere che normalmente mi affascina e mi rapisce e gli ingredienti ci sono tutti per renderlo una storia speciale. Sottilmente folle e grottesco, inquietante e disperato.
    Due sorelle e uno zio malato, vivono relegate in una casa immensa (una sorta di castello fuori dal mondo come anticipato nel titolo), unici superstiti ad una strage famigliare irrisolta e dai lati oscuri. Un equilibrio sottile fatto di routine e di silenzi finché arriverà un cugino a rompere gli schemi. Una situazione paradossale che ci mostra l'aspetto morboso dei legami famigliari.
    Molto probabilmente letto negli anni in cui è uscito (anni 60) questo libro avrebbe mostrato il suo lato moderno e anticonvenzionale, ma oggi il genere è stato usato ed abusato quindi il senso che ho avuto io è di un libro incompiuto e fuori tempo intrigante ma datato.

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    ronno said on Apr 24, 2012 | Add your feedback

  • iniziato un pò così così poi ha preso forma questo racconto basato sulla storia di 2 sorelle Corinne e Marricat che vivono in questa strana casa con il vecchio zio Julian "vivere" però per loro ha un significato diverso dal nostro. Connie vive chiusa in casa e non va oltre al suo orto, la cucina i l ... (continue)

    iniziato un pò così così poi ha preso forma questo racconto basato sulla storia di 2 sorelle Corinne e Marricat che vivono in questa strana casa con il vecchio zio Julian "vivere" però per loro ha un significato diverso dal nostro. Connie vive chiusa in casa e non va oltre al suo orto, la cucina i lavori di casa e la cura dello zio, ormai da 6 anni (da quando quasi tutta la sua famiglia è stata avvelenata durante una cena che lei aveva preparato, però è stata scagionata) e la sorella minore sta attenta affinchè lei viva serenamente questa sua reclusione e la difende dalla curiosità dei paesani. La loro vita "serena" viene stravolta dall'arrivo del cugino Charles che vuole i soldi di famiglia ma non capisce il loro modo di vivere e questo provocherà un disastro alla casa ma una copertura maggiore alla vita nascosta delle 2 sorelle. Strana storia, insolita, per personaggi al di fuori di ogni schema logico.

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    anna maria said on Apr 7, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (499)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 182 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8845923665
  • ISBN-13: 9788845923661
  • Publisher: Adelphi (Fabula, 206)
  • Pub date: Mar 01, 2009
  • Also available as: Others
  • In other languages:
    • Cover of 'We Have Always Lived in the Castle'
      We Have Always Lived in the Castle
      (English Books)

    Livres Français, Libros en Español

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