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All books
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- Mosaico Scampia (3)
- Tra rappresentazioni mediali e lo sguardo degli abitanti sul proprio quartiere. Uno studio sociologi…
- By Chiara Marra
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Finished on Feb 6, 2013
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- La città di Batman (5)
- Bambini, conflitti, sicurezza urbana
- By Forni Elisabetta
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Finished on Apr 27, 2012





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- Conversazioni sull'educazione (20)
- By Zygmunt Bauman, Riccardo Mazzeo
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Finished on Apr 20, 2012





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- Rovine e macerie (176)
- Il senso del tempo
- By Marc Augè
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Finished on Apr 20, 2012





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- Rione Sanità (9)
- Storie di ordinario coraggio e di straordinaria umanità
- By Vincenzo Moretti, Cinzia Massa
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Finished on Mar 19, 2012





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- La gioia di scrivere (998)
- Tutte le poesie (1945-2009)
- By Wisława Szymborska
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Finished on Mar 13, 2012





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- Gotica (33)
- ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea
- By Giovanni Tizian
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Finished on Mar 6, 2012





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- Se Steve Jobs fosse nato a Napoli (92)
- By Antonio Menna
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Finished on Mar 6, 2012





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Se Steve Jobs fosse nato a Napoli
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...ma si nato in Italì -
Tu vuò fa l'americano ma sei nato in Italì, è il nocciolo della storia di due soci proiettati verso l'innovazione e un'idea che spacca.
Facciamo un paragone: nel 1974 Jobs aveva 19 anni, era alla Atari e con il suo amico Steve Wozniak dipendente della Hewlett Packard, lavorò alla prima versione dell ... (continue) - — Mar 7, 2012 | Add your feedback
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- Come partorire un Mammut (e non rimanere schiacciati sotto) (3)
- Antologia di pratiche, modi, strumenti, visioni e intuizioni dell'intervento pedagogico
- By Centro territoriale Mammut
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Finished on Mar 6, 2012





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Come partorire un Mammut (e non rimanere schiacciati sotto)




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Fare pedagogia attiva nello spazio pubblico urbano. Un case study. Qui la mia recensione: http://www.spaghidautore.blogspot.com/2012/03/come-partorire-un-mammut-e-non-rimanere.html
- — Mar 7, 2012 | Add your feedback
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- Milano città di libri (21)
- Guida alle librerie e ai librai indipendenti di Milano
- By Anna Albano
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Finished on Feb 13, 2012





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A metà tra lo spirito di una guida gastronomica e una Lonely Planet, nel caso di Milano, Anna Albanese riesce a censire 101 librerie indipendenti di cui 81 provviste di scheda tecnica, ovvero: per ogni libreria viene riportato l’anno di fondazione, il nome del libraio che cura la vendita, l’indirizz ... (continue)
- — Feb 13, 2012 | Add your feedback
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- Goodbye logo (78)
- Come mi sono liberato dall'ossessione delle marche
- By Neil Boorman
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Finished on Feb 7, 2012





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Come liberarsi dall’ossessione delle marche? Non crediate che questo libro sia un manifesto della decrescita felice, non credete che sia incentrati sulla frugalità, anzi, è l’opposto, è il capitalismo sfrenato e il marketing.
Questa è la storia vera di Neil Boorman, promoter e editore di riviste di ... (continue)
- — Feb 8, 2012 | Add your feedback
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- Consigli a un giovane scrittore (989)
- By Vincenzo Cerami
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Finished on Feb 6, 2012





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Consigli a un giovane scrittore




Scrivere nell'età della ragione: radiodrammi, cinema e teatro -
Quanti di noi avranno sentito parlare di questo libro?
Quanti effettivamente lo hanno letto?Si tratta del classico libro dal titolo fuorviante, è il ‘giovane scrittore’ a confondere un po’ le acque, perché non è un’opera prettamente per scrittori in senso stretto né per giovani (intesi come ragaz ... (continue)
- — Feb 6, 2012 | Add your feedback
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- Tunisia (10)
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Finished on Feb 1, 2012





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Questa guida della Tunisia pubblicata dalla Mondadori Electa (e con essa l’intera collana della serie) è una guida che diciamo vi consiglio di consultare nel caso siate in fase di brain storming sul vostro viaggio in Tunisia: ovvero se non avete ancora la minima idea dei posti da visitare.
La guida ... (continue)
- — Feb 2, 2012 | Add your feedback
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- Indignatevi! (1563)
- By Stéphane Hessel
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Finished on Feb 1, 2012





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“ Viviamo in una interconnettività come non era mai esistita. Ma in questo mondo ci sono delle cose insopportabili. Per vederle, bisogna ben guardare, cercare. Dico ai giovani: cercate un poco, andate a trovare. Il peggiore degli atteggiamenti è l’indifferenza, dire “io non posso niente, me ne infis ... (continue)
- — Feb 2, 2012 | Add your feedback
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- Insegnare al principe di Danimarca (91)
- By Carla Melazzini
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Finished on Jan 27, 2012





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Insegnare al principe di Danimarca
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Il libro è una sorta di manifesto conclusivo all'esperienza del Progetto Chance: si tratta di un progetto educativo intrapreso nella periferia orientale di Napoli nei quartieri di Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio grazie ad una donazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: ... (continue)
- — Jan 27, 2012 | Add your feedback
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Mosaico Scampia
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Il mio studio sociologico on the road su ScampiaQuesto libro l’ho scritto proprio io, si tratta di un resoconto on the road delle mie spedizioni sociologiche in giro nel quartiere di Scampia attraverso una fitta ricerca azione fatta di interviste alle associazioni di volontariato che operano nel quartiere di questa periferia napoletana, un’opera ... (continue)
Questo libro l’ho scritto proprio io, si tratta di un resoconto on the road delle mie spedizioni sociologiche in giro nel quartiere di Scampia attraverso una fitta ricerca azione fatta di interviste alle associazioni di volontariato che operano nel quartiere di questa periferia napoletana, un’opera fitta e corale da cui io stessa ho appreso tanto, una grande umanità, un senso di progettazione, di resistenza, di umanità.
Sveliamo le carte, questo libro altro non è che il testo della mia tesi di laurea sperimentale in Sociologia svolta nell’ambito dei miei studi all’Università degli Studi di Salerno presso la Facoltà di Scienze Politiche (laurea triennale). Mi laureavo il 16 maggio 2011, proprio nel giorno in cui a Napoli si aprivano le elezioni che hanno portato all’elezione di De Magistris.
Molti amici e conoscenti, compresi scrittori e giornalisti Rai, mi hanno incoraggiato a metterne in circolo il risultato rendendolo fruibile a tutti visto che le testimonianze contenute svelano situazioni, problematiche e realtà lodevoli non sempre contemplate dall’opinione pubblica, anzi, molto spesse in oblio che qui ho cercato di riscoprire e coordinare in una forma logica.
A SCAMPIA C’E’ ANCHE DEL BELLO
‘Se la felicità non la vedi, cercala dentro’, così sta scritto a Scampia a Piazza Giovanni Paolo II sulle alte colonne di una bizzarra costruzione bianca soprannominata ‘Mammut’, quelle parole sono frutto di un’istallazione di Rosaria Iazzetta, artista e fotografa napoletana che, nascondono la skyline imponente delle Vele superstiti, una presenza, quella di questa scritta, che su strade a scorrimento veloce restituisce speranza.
Volevo un’immagine forte che riassumesse la violenza e il candore, la bellezza e l’inferno del quartiere, ed eccola lì, in copertina: la Vela Gialla, la stessa che avete visto nel film di Gomorra, ma lontano dagli occhi delle foto che trovate sui giornali anch’essa,ormai fatiscente e quasi semi abbandonata ha qualcosa di bello: le passi vicino dal lato di Viale della Resistenza e scopri un grande murales di quattro piani con un cardellino che libra le ali: emblema della libertà, richiamo al volo che qui significa abbattimento delle Vele.
Come ci è arrivato quel meraviglioso Cardillo lassù?
Lo spiega Emma Ferulano dell’associazione Chi Rom E…Chi No: «Abbiamo cominciato per la prima volta a frequentare la vela gialla e i suoi abitanti durante le riprese del film Gomorra. (…) Durante le riprese del film la vela si è trasformata per circa un mese in un grande set cinematografico che ha coinvolto in vario modo tutti gli abitanti. Il nostro ruolo di tutor e accompagnatori dei giovanissimi attori ha fatto si che agli occhi dell’intera troupe diventassimo le balie di tutti i bambini della vela, che nonostante il film proseguivano la loro normale vita quotidiana. Nel pomeriggio tutti i piccoli abitanti tornavano a casa da scuola, e naturalmente si riversavano fuori i lunghi corridoi esterni per giocare e fare casino, come tutti i giorni sono abituati a fare. Al momento di girare alcune scene questo casino costituiva un problema e un’interferenza nelle riprese. Allora ci organizzavamo per far giocare i bambini senza farli infilare tra una ripresa e l’altra e contenendo le urla: partite di pallone nel campetto adiacente per i piú piccoli si appassionavano molto. Tutto questo ci ha permesso di creare una buona relazione con i bambini e con le famiglie, relazione che è proseguita molto oltre le riprese e il successo mondiale di Gomorra. Da allora anche loro sono entrati a far parte del carnevale e delle colonie estive, dei laboratori al campo rom e della parete del comitato nel giugno 2007, in occasione delle giornate di ‘Oplà facciamoci spazio’ (…) un giorno dalla Germania è arrivato a Scampia Paul, un giovane writer, che ci ha seguito in colonia sul Vesuvio (…) nella vela gialla con alcuni ragazzi decide di occupare e ripulire un appartamento al quarto piano abbandonato e distrutto, e con il nostro aiuto di invitare i bambini sul campo rom e dei rioni a progettare l’arredamento della nuova casa e a dipingerlo» Da lì Paul insieme ad alcuni amici ha realizzato il Cardillo.
TRA GIORNALI E TESTIMONIANZE DIRETTE
Questo è soprattutto un lavoro di comparazione, parto dall’analisi dei quotidiani: Il Mattino, La Repubblica e Il Corriere del Mezzogiorno, un monitoraggio di 3 mesi che, oltre alla cronaca del periodo in senso stretto con le sue news peculiari, l’analisi strutturale delle testate e le dinamiche editoriali: la logica del cosa raccontare e del come farlo per tre approcci complementari: un risvolto istituzionale dal centro città per Il Mattino, uno zoom sullo spaccio di droga per il Corriere del Mezzogiorno tradizionalmente associato alla ricerca del suo Osservatorio sulla Camorra e la Repubblica con il suo microcosmo fatto di storie dalla società civile, i suoi affreschi oltre il sensazionalismo.
Poi la seconda parte, l’indagine empirica vera e propria con i rappresentanti delle associazioni: ci sono stralci di interviste qualitative da me condotte ad Antonio Piccolo, presidente e allenatore dell' Arci Scampia, scuola calcio del quartiere sostenuta dalla Fondazione Ferrara-Cannavaro, Ciro Corona Presidente dell' Associazione (R)esistenza che si occupa dei minori a rischio del quartiere, Daniela Iennaco e Marco Marino del gruppo Chi Rom E... Chi No dedicato alla tutela dei diritti dei Rom, Patrizia Palumbo, responsabile della rete di donne Dream Team sulle pari opportunità femminili attivata presso il Centro Hurtado dei Gesuiti a Scampia, Ernesto Mostardi, direttore di Fuoricentroscampia.it portale web d'informazione dedicato e gestito da e per le persone del quartiere, Mirella La Magna, storica presenza nel quartiere, moglie del compianto muralista Felice Pignataro, insieme fondatori del Gridas (Gruppo di Risveglio dal sonno) prima associazione nata nel quartiere all'insegna della pittura e dell'aggregazione sociale nel nome della pedagogia di Don Milani, Aldo Bifulco del Circolo Legambiente La Gru di Scampia e Lello Serrao responsabile insieme a Renato Carpentieri del Teatro Area Nord di Napoli (TAN) di Piscinola afferente all'Ottava Municipalità del Comune di Napoli, quindi quella in cui ricade il quartiere di Scampia.
SPUNTI SOCIOLOGICI
Il fulcro del libro, di questo Mosaico Scampia, come potete ben capire è la parte delle interviste: la scoperta sociologica più interessante è l’esistenza di un ceto medio impiegatizio nel quartiere che, a fronte di una classe medio bassa preda della criminalità, cerca, spesso senza lesinare fondi pubblici strumenti di auto organizzazione: a Scampia dove il 3,1% degli analfabeti supera lo 0,7% dei laureati il quartiere vive di contraddizioni in termini urbanistici: lotti fatiscenti e parchi privati, l’ultimo dei grandi conflitti urbanistci di Scampia, nata dopo il terremoto del 1980 sull’onda dell’occupazione degli alloggi di una mixité di popolazione dai quartieri più disparati di Napoli.
La missione è quella di decostruire il mito della camorra, aumentare i gradi di libertà di una popolazione senza infrastrutture, segregata da grandi stradoni senza un cinema o un luogo di ritrovo.
Sono circa 80.000 gli abitanti di Scampia, una stima che ingloba 20.000 abusivi in una Municipalità che arriva a 100.000 abitanti. Si punta alla creazione di ‘crocicchi’, luoghi di incontro in uno spazio che offre poco alla socialità: tanto il lavorio sui minori: tante le scuole medie e superiori, tanti i progetti, ma un assenteismo da contrastare con professori spesso inermi e allora arriva l’associazionismo: arrivano i doposcuola popolari,arrivano le associazioni come (R)esistenza che vanno a prendere i figli dei camorristi nelle Vele per portarli a scuola e toglierli alla strada, ci sono i progetti di integrazione tra Rom e napoletani, c’è il senso civico di riappropriarsi dei proprio luoghi e c’è la palestra del web dove il quartiere ha estrinsecato tutta una serie di valori sperimentali dall’open source all’azionariato dal basso per finanziare progetti. C’è la Scampia delle pari opportunità, la Scampia che si confronta con la periferia del Sud America, la Scampia che pulsa, che sa anche incoraggiare ad un mondo migliore.
Tra commenti e analisi alle interviste attraverso domande comuni ai protagonisti dell’indagine, retrospettive storiche, riferimenti legislativi e informazioni di base sul quartiere v permetteranno di ricostruire il campo di applicazione degli andamenti attuali in chiave storica.
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