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- Giardino & orto terapia (68)
- Coltivando la terra si coltiva anche la felicità
- By Pia Pera
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Finished on May 22, 2012





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- Uomini, boschi e api (412)
- By Mario Rigoni Stern
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Finished on May 19, 2012





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- Conscious Medicine (1)
- Creating Health and Well-Being in a Conscious Universe
- By Gill Edwards
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Finished on May 18, 2012





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- Note del guanciale (426)
- By Sei Shonagon
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Finished on Apr 28, 2012





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- Dai diamanti non nasce niente (738)
- Storie di vita e di giardini
- By Serena Dandini
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Finished on Apr 6, 2012





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Che questo libro l'abbia scritto proprio Serena Dandini, e non un ghost writer sottopagato, è fuor di dubbio.
Ad ogni pagina, ad ogni riga, si sente distintamente la sua voce, quella che siamo abituati ad ascoltare in programmi che, possono piacere o non piacere, ma di sicuro sono stati e sono tra i ... (continue) - — Apr 8, 2012 | Add your feedback
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- Missed Connections (6)
- Love, Lost & Found
- By Sophie Blackall
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Finished on Apr 5, 2012





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www.missedconnections.com è un sito americano molto popolare, dove le persone lasciano dei messaggi nel tentativo di ritrovare qualcuno che non conoscono, che hanno incontrato per caso – in metropolitana, per la strada, in un ristorante – e che vorrebbero ritrovare e conoscere.
Pattinando sul gh ... (continue)
- — Apr 23, 2012 | Add your feedback
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- Timeless Simplicity (2)
- Creative Living in a Consumer Society
- By John Lane
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Finished on Apr 2, 2012





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- Le lune di Giove (433)
- By Alice Munro
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Finished on Mar 31, 2012





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- Duck, Death and the Tulip (3)
- By Wolf Erlbruch
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Finished on Mar 23, 2012





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Regalo di un amico carissimo che vedendolo non ha potuto non pensare a me, questo libro è una fiaba che tenta di avvicinare i bambini al mistero della morte.
Con sobrietà ed eleganza, l'autore parla del paradosso supremo che vede la morte non come nemica della vita ma suo naturale, fondamentale com ... (continue)
- — Mar 26, 2012 | Add your feedback
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- Bugiarda no, reticente (383)
- By Franca Valeri
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Finished on Mar 23, 2012





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Che Franca Valeri fosse un'attrice dotata di finissima, sottile ironia lo sapevo già.
Che fosse una donna tanto intelligente, date le premesse, lo avevo intuito, anche dalle interviste che mi è capitato di ascoltare o leggere negli anni.
Ma che potesse scrivere in modo tanto personale, originale e ... (continue)
- — Mar 26, 2012 | 2 feedbacks
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- L'arte delle liste (28)
- By Dominique Loreau
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Finished on Mar 21, 2012
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Difficile per me esprimere un giudizio su questo libro attraverso il sistema aNobiiano delle stelline; ma anche cercare di definirlo a parole mie non è impresa facile.
Pure, cimentandomici, il primo aggettivo che mi viene in mente è "pericoloso".
Per certi versi è un libro perfetto per me, per ess ... (continue)
- — Apr 3, 2012 | Add your feedback
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- The Children's Book (113)
- By A.S. Byatt
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Finished on Mar 16, 2012





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- Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere (373)
- By Flannery O'Connor
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Finished on Feb 18, 2012





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- Prepariamoci (339)
- A vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza... e forse più felicità
- By Luca Mercalli
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Finished on Feb 13, 2012





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- Letture facoltative (154)
- By Wisława Szymborska
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Finished on Feb 10, 2012





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Un libro divertente, delizioso, traboccante intelligenza e umorismo.
Una raccolta di recensioni, semplici divagazioni e divertissements intorno al mondo dei prodotti editoriali snobbati dalla critica: manuali, testi di divulgazione popolare, biografie, monografie su argomenti più o meno astr ... (continue)
- — Feb 13, 2012 | 2 feedbacks
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Note del guanciale
Particolari eleganti e graziosi
Indossare su una veste rossa un'ampia e giovanile sopravveste candida. Le uova di anatra. Un dolce di zucchero di vite, conservato nel ghiaccio e presentato in una coppetta di metallo. I fiori di glicine. I fiori di prugno quando su di essi fiocchi la neve. Un bam ... (continue)
Particolari eleganti e graziosi
Indossare su una veste rossa un'ampia e giovanile sopravveste candida. Le uova di anatra. Un dolce di zucchero di vite, conservato nel ghiaccio e presentato in una coppetta di metallo. I fiori di glicine. I fiori di prugno quando su di essi fiocchi la neve. Un bambino graziosissimo che mangi fragole.
Ecco una delle tante liste compilate da Sei Shōnagon - dama di corte devotissima all'imperatrice Sadako, vissuta in Giappone nel X secolo d.C. - e contenute in queste sue Note del guanciale.
In queste pagine, scritte, come dice la stessa autrice, per mitigare la noia di una vacanza a casa (…) pensando che nessuno le avrebbe lette, di liste ce ne sono molte: di cose piacevoli, disarmoniche, brutte e luride, belle se grandi, davvero antipatiche, che procurano un caldo soffocante, che dovrebbero essere corte, che fanno bella figura nella casa, antitetiche, rare, deludenti, irritanti, sgradevoli a udirsi, venerabili - e di molte altre, catalogate sotto le più disparate etichette: un intero universo, a noi lontanissimo nello spazio e nel tempo, inventariato e catalogato.
La donna che scrisse questo libro sembra aver avuto tutto dalla vita: figlia di un notissimo e celebrato intellettuale del tempo ed intellettuale stimata a sua volta, fu bella, ricca, amata, desiderata e celebre per la raffinatezza, il senso dell'umorismo e l'arguzia che la resero uno dei personaggi più in vista della corte dell'imperatore Ichijō.
Col piglio sicuro di chi è abituato a veder riconosciuta e tenuta in considerazione la propria opinione, Sei Shōnagon rende noti suoi gusti in modo personale e dettagliato: dai buoi ai gatti, dai cavalli alle carte per la scrittura, dagli scudieri ai paggetti, dalle più belle cascate del Giappone ai ponti, dai nomi dei villaggi ai colori più adatti per le sopravvesti estive, questa donna aveva un'idea precisa e personale su tutto e soprattutto pensava che valesse la pena esprimerla.
La lettura di questi suoi repertori è divertente, spesso piacevolissima (Cose che procurano felicità. Leggere il primo volume di un romanzo che non conoscevamo e riuscire poi a scovare l'attesissimo secondo volume); a volte ci si ritrova commossi, altre decisamente spiazzati; spesso si stenta a credere di avere tra le mani un testo tanto antico, tali la freschezza e la modernità di molte sue pagine.
Le Note del guanciale sono però anche un piccolo trattato di storia e antropologia: molte sono infatti le descrizioni del complesso cerimoniale vigente alla corte imperiale di Kyoto, brani affascinanti ma che non di rado ho trovato noiosi, soprattutto perché i criteri rigidissimi che codificavano capillarmente la vita quotidiana dei dignitari di corte mi sono risultati molte volte assurdi e intollerabili, nel migliore dei casi incomprensibili - anche con l'ausilio delle ottime note, curate da Lydia Origlia.
Lo stesso dicasi per tutte le pagine dedicate alle molte facezie e agli scherzi che era abitudine scambiarsi a corte e che costituivano metro di giudizio del valore e della statura intellettuale e morale di ogni persona coinvolta: Sei Shōnagon li racconta con grande divertimento – e a volte con spregiudicata malignità - ma si sa, il senso dell'umorismo è una delle cose più difficili da esportare, sia nello spazio sia nel tempo.
Quel che comunque mi sembra di aver capito molto bene è che quello della corte imperiale era un mondo chiuso, che dietro la sua raffinatezza e i suoi minuziosi e complessi codici comportamentali nascondeva crudeltà e meschinità terribili ed era pronto a giudicare spietatamente e a fare a pezzi chiunque si macchiasse della minima disattenzione: bastava presentarsi indossando la sopravveste del colore sbagliato per l'occasione per essere oggetto del feroce e spietato sarcasmo di tutti e per cadere in disgrazia.
Sebbene il tono generale del libro sia dunque gaio e brillante, non mancano i momenti in cui si sente vibrare un'accorata malinconia (Cose che dovrebbero essere vicine ma che sono realmente lontane. Il paradiso. I viaggi per mare. I rapporti umani.): il desiderio nostalgico una vita più semplice e la fatica di vivere in un mondo così difficile ogni tanto devono aver pesato anche sulle aggraziate spalle di Sei Shōnagon.
Gli anni che seguirono l'esperienza a corte non devono essere stati allegri per lei; morta di parto la sua protettrice, malvista dalla nuova imperatrice, cadde infatti in disgrazia. Si ritirò dunque nella sua casa di campagna e visse anni di decadenza e abbandono: di lei non si seppe più nulla o quasi; un triste epilogo per una vita che per molti anni era stata brillante, spensierata e adorna di ogni piacevolezza e raffinatezza.
Chissà se lo spettacolo della natura - cui nel libro sono dedicate tra le pagine a mio parere più belle – non più goduto dai balconi o nella sontuosa cornice degli splendidi giardini delle varie residenze imperiali in cui si svolgeva la vita di corte – continuò a rapire e a sedurre la sua fantasia; chissà se negli ultimi anni della sua vita, anche senza l'ausilio dei suoi mille, raffinatissimi “talismani” - le scatole per la scrittura, i ventagli, i pettini, i pennelli e i bastoncini d'inchiostro, le mille vesti confezionate in ricchi e sontuosi tessuti nei colori da lei preferiti (Quanto ai tessuti, le tinte che preferisco sono il viola, il bianco e anche il rosso prugno, per quanto quest'ultimo, a lungo andare, stanchi) - in luogo di sentirsi sconfitta e beffata dalla vita, Sei Shōnagon pensava ancora ciò che, giovane, bella, celebre e sicura di sé, aveva scritto:
Quando mi sento così delusa da provare rancore verso il mondo intero, così depressa da non avere più desiderio di vivere, neppure per un istante, ma di voler fuggire lontano, dove non importa, se mi capitano tra le mani semplici fogli di carta bianca e un buon pennello, cartoncini bianchi o carta di Michinoku, immediatamente mi rassereno e penso che la vita valga ancora la pena di essere vissuta. Oppure se distendo un tatami dai bordi damascati e ne ammiro la fibra ancora di un tenero verde, dolcemente rigonfia, la minutezza dell'intreccio, la netta distinzione tra il nero e il bianco dei disegni del bordo, mi accorgo che non potrei mai abbandonare questo mondo senza rimpianto e la vita stessa mi appare più preziosa che mai.
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