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All books
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- Il faro di Blackwater (92)
- By Colm Toibin
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Finished on May 14, 2012





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- Opus Dei (29)
- Archeologia dell'ufficio. Homo sacer, II, 5
- By Giorgio Agamben
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Reading since Jan 2012
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- Manzoni e la via del romanzo (24)
- By Giovanni Macchia
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Finished on May 2, 2012





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- Anna Karenina (10543)
- By Lev Nikolaevič Tolstoj
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Finished in 2007





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- La saggezza dei Rosacroce (38)
- By Rudolf Steiner
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- I promessi sposi (13652)
- By Alessandro Manzoni
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Finished on Apr 29, 2012





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La vera verità è che l'ho letto per sperimentare con un testo lungo e impegnativo un ebook-reader a inchiostro elettronico, per capire che tipo di esperienza poteva essere (prima risposta: ok, sì, abbastanza simile alla lettura su carta, anzi: bello poter impostare il font dei caratteri grande quant ... (continue)
- — May 2, 2012 | Add your feedback
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- Il denaro (209)
- By Émile Zola
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Finished on Mar 30, 2012





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- La struttura della lirica moderna (89)
- Dalla metà del XIX alla metà del XX secolo
- By Hugo Friedrich
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Finished in 1994





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- Proust e il calamaro (83)
- Storia e scienza del cervello che legge
- By Maryanne Wolf
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Reading since Mar 12, 2012
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- Per un ritratto dello scrittore da giovane (190)
- By Leonardo Sciascia
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Finished in Jan 2012





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Per un ritratto dello scrittore da giovane




Invecchiarci utilmente -
L'intero libretto precipita sulla citazione finale che Sciascia trascrive da una delle lettere di Borgese del 1912, e che non so che effetto faccia invece letta subito da sola, senza tutte le pagine precedenti. Proviamo: "Sono di quelie esperienze che, quando non finiscono catastroficamente, c'invec ... (continue)
- — Mar 17, 2012 | Add your feedback
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- La famiglia vuota (23)
- By Colm Toibin
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Finished on Mar 6, 2012





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La vita è inconsistente -
Questi racconti mi hanno riconciliato con Toibin, che avevo un po' lasciato da parte dopo vari inizi dei suoi libri poi sempre naufragati (mentre F. continuava a leggere appassionatamente). Al punto che adesso sto leggendo la precedente raccolta di racconti, Madri e figli, anche quella inizia ... (continue)
- — Apr 6, 2012 | Add your feedback
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- Ashes and Snow (2)
- New York Exhibition Catalog
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Finished in 2002





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Cognitio experimentalis -
Un passo piuttosto oscuro della Summa theologica scarta varie ipotesi sulla funzione degli animali nel Paradiso terrestre in relazione ai progenitori: «non per coprirsi, perché non si vergognavano della loro nudità; non per cibarsi, perché traevano il loro nutrimento dagli alberi dell'Eden; n ... (continue)
- — Mar 17, 2012 | Add your feedback
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- Le calze rosa di Salaì (15)
- By Pietro C. Marani
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Finished on Dec 22, 2011





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- Crepate tutti! (76)
- By Nicolas Jones-Gorlin
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Finished on Dec 17, 2011





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- L'Ambleto (26)
- By Giovanni Testori
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Finished in 1987





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Anna Karenina
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Ma io non so se T. ha ragione davvero. Che dice T. sul matrimonio? Che è la vita. Anna Karenina, prima di essere il romanzo dell’infedeltà, è uno studio scientifico che contrappone due matrimoni, quello di Anna con Karenin, completo di amante, e quello di Levine con Kitty, invece riuscito. C’è già ... (continue)
Ma io non so se T. ha ragione davvero. Che dice T. sul matrimonio? Che è la vita. Anna Karenina, prima di essere il romanzo dell’infedeltà, è uno studio scientifico che contrappone due matrimoni, quello di Anna con Karenin, completo di amante, e quello di Levine con Kitty, invece riuscito. C’è già tutto nel famosissimo incipit: tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice lo è a modo suo. Che è come dire: c’è più o meno un solo modo per essere felici nel matrimonio (quello dei Levine), mentre ce ne solo innumerevoli per non esserlo. Anna gli mette di fronte due dei modi principali per essere infelici. Il primo è ignorare, frustrare le esigenze di un membro della coppia, che può non essere ben assortita, non è quello il problema: due persone intelligenti e risolte un modo lo trovano sempre. L’altro è pretendere (qui, attenuante, in parte per contrapposizione e in risposta al primo fallimento) che la relazione sia una fusione totale, fatta solo di giorni di festa e mai di feriali. E’ per questo che Anna si butta sotto un treno, non perché Vronskij non la ama più, ma perché il rapporto con lui si avvia a essere una cosa fra le tante, da passione totalizzante che li ha sconvolti e lacerati, buttati nel fango, sta per diventare un trastullo d’animali, un gioco di società. Anna ha gettato tutto ciò che possedeva nel fuoco della sua passione, e non accetta di smettere di bruciare. Ma ogni fuoco si consuma: che ingenua, pensa T., ma povera, pensa sempre T.: in una società bigotta, che una relazione alla luce del sole con Vronskij non l’avrebbe permessa, cos'altro poteva fare, visto che il fuoco si stava inesorabilmente spegnendo?
Era meglio la passione tutt’altro che fiammeggiante di Kitty e Levine, si risponde T., la sua relazione cioè con Sofia Bers. Il loro compromesso, il patto che essi (soprattutto Levine/Tolstoj) riescono a stabilire con le piccolezze della vita e delle nostre anime. Non è un compromesso disonorevole. E non è nemmeno, assolutamente, un elogio del compromesso in sé. Gli altri matrimoni compromissori presenti nel romanzo (tutti gli altri) stanno a mostrarlo: non portano alla morte, ma all’infelicità comunque sì.
Che minchia c’entrano le rivendicazioni gay con Anna Karenina? Tolstoj pensa che il matrimonio sia il quadro irrinunciabile per un patto come quello che, non del tutto consapevolmente, fanno i Levine. Cioè tutto il contorno di accettazione sociale, di convenzioni, di “normalità” che puntella una relazione fra uomo donna (e - dico io - fra uomo e uomo oppure donna e donna, lì dove c’è). La relazione pura, la passione fra due animi sensibili e due persone di prim’ordine come Anna e Vronskij, finisce male. Non perché ci sia una colpa nel loro rapporto, qualcosa, un disordine che essi debbano scontare. T. non vuole punire il tradimento, il peggior colpevole del romanzo è con ogni evidenza Karenin. Il quale si merita tutto quello che gli succede, dalle corna alle truffe delle fattucchiere. La sorte di Anna è analizzata invece con pietosa sconsolazione. E’ quanto succede a chi non può dare una cornice sociale accettabile alla propria relazione e (anche per questo) non riesce nemmeno a venire a patti con la vita. E’ l’esilio dal matrimonio che costringe Anna e Vronskij a essere perpetuamente amanti, a bruciare nel fuoco di una passione invece di scaldarsi le mani al tepore di un calorifero familiare. Se ha una colpa, Anna, è quella di non cercare con maggior convinzione di ottenere il divorzio da Karenin, avendo in mente - per sé e Vronskij - ben altro che un matrimonio convenzionale. Illusa: una comunione di anime e corpi può durare quando va bene qualche mese, non una vita.
Dal vaticano (proprio da lì!) ci si impedisce di metter su tiepidi e borghesissimi matrimoni, ci si costringe a pretendere dalle nostre relazioni prove d’amore che le coppie di lungo corso felici hanno lasciato serenamente dietro di sé da decenni. Il Vaticano ci kareninizza e quindi ci butta sotto i treni, ecco. Lo dice Tolstoj, non lo dico io ;-).
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