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- By Charles Dickens
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- Oriana Fallaci, Intervista a se stessa - L'Apocalisse (45)
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- Ulisse da Baghdad (249)
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- Grandi speranze (2887)
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Prima di attaccare Grandi speranze avevo letto soltanto i Canti di Natale, di Dickens, se vogliamo escludere (e sarebbe opportuno) una di quelle orribili riduzioni per bambini che mi fa appioppata alle medie (David Copperfield), nella convinzione, che negli anni si è fatta più marcata, che i bambini ... (continue)
- — Jan 19, 2009 | 5 feedbacks
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Oriana Fallaci, Intervista a se stessa - L'Apocalisse
E' sempre molto difficile parlare di un libro di Oriana in generale, e di questi ultimi in particolare, perché si ha l'impressione di remare contro la marea del più grande oceano se la si vuole "difendere", se si vuole sostenerla.
E io, accidenti, voglio sostenerla. E' vero, non sono d'accordo con ... (continue)
E' sempre molto difficile parlare di un libro di Oriana in generale, e di questi ultimi in particolare, perché si ha l'impressione di remare contro la marea del più grande oceano se la si vuole "difendere", se si vuole sostenerla.
E io, accidenti, voglio sostenerla. E' vero, non sono d'accordo con tutto quello che scrive (e meno male, aggiungerei), ma da sempre ho l'impressione che sia stata volutamente manichea nell'esporre le proprie opinioni su questi argomenti, nella convizione che bisogna esageramente spostare il piatto della bilancia dall'altra parte quando ci vuole un cambiamento.
Se vogliamo un'analogia, mi vengono in mente le leggi che regolano divorzio e mantenimento: dopo secoli di mogli abbandonate senza un soldo e si famiglie patriarcali dove le donne venivano umiliate, si scelse di fare leggi a nettissimo vantaggio delle donne, per reazione. Ora quelle leggi, dal momento che la situazione è in parte cambiata, andrebbero riviste, ma allora non si poteva far altro che esagerare.
Chi parla di una Fallaci razzista e xenofoba non sa cosa dice, e questo è un dato di fatto che emerge con chiarezza da una lettura del testo senza pregiudizi, perché è questo il problema: chi legge la Fallaci con gli occhi foderati dal prosciutto della sua ideologia o del suo partito, lo legge necessariamente in maniera distorta (sia da una parte sia dall'altra, ovviamente!). E se state pensando che io mi stia ponendo su un piano superiore al comune lettore, anche politicamente e culturalmente colto, beh...avete ragione. Va da sé che anch'io ho le mie idee (sebbene mi ritenga tutto sommato politicamente "agnostica"), ma la verità è che amo troppo la Fallaci per voler insozzare il suo testo con le mie personali fodere.
La Fallaci sostiene che non esista l'Islam moderato, ma se si guarda bene sostiene anche che esistano gli islamici moderati. Quindi cosa dice? una cosa vera: la religione, presa in sé e per sé, non è una religione moderata, ma graziaddio esistono persone moderate che la seguono in maniera non opposta al vivere civile (qualsiasi cosa significhi).
La Fallaci non disprezza il multiculturalismo, disprezza, e lo scrive nero su bianco, il multiculturalismo "solo da una parte", perché ritiene che questo snaturerà le nostre identità, e fa l'esempio concreto del padre che sbraita contro la dirigenza della scuola perché un bambino ha portato a scuola frittelle al marsala e anche il figlio ne ha mangiato, o delle mense scolastiche in cui è vietata la carne di maiale per rispetto ai musulmani. Ma, aggiungo io, ci sono anche tanti bambini indiani, eppure non è vietata certo la carne bovina :) e quando anche gli Italiani e gli Europei si scagliano contro il crocifisso in classe in nome dello stato laico, non si accorgono di quanto sia poco laico vietare il maiale nella mensa delle scuole? no, vero? non c'è contraddizione.
Attraverso questi e altri mille esempi, la Fallaci ci esorta semplicemente a non consegnarci a nome del politically correct (che francamente ha STUFATO) senza riflettere, a chicchessia. Certo ella individua nel fortissimo (ideologicamente e numericamente) mondo islamico il "nemico" (come negare che sia fortissimo? quando sento osannare Arafat ancora mi viene la nausea, lui e il suo Nobel per la pace, ah, ah), ma domani potrebbe essere chiunque altro. Da leggere...
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