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- The updated story of Britain's new tennis phenomenon
- By Andy Murray
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- Un posto chiamato Qui (606)
- By Cecelia Ahern
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Le persone possono sparire davanti ai nostri occhi. Oppure possono scoprirci, anche se ci stanno guardando da sempre. O ancora possiamo perdere di vista noi stessi, se non ci stiamo attenti.
[...]
Ogni tanto tutti ci perdiamo, che sia per scelta o a causa di forze che non possiamo controllare, ma ... (continue) - — Dec 19, 2009 | Add your feedback
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- Intervista col vampiro (6436)
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Coming of Age
Mentivo: un commento sensato a questa autobiografia non sono in grado di farlo.
With Andy, the sky is the limit... parole e musica di John McEnroe, e non posso dirmi in disaccordo.
Il libro si apre su quello che è stato indubbiamente il primo punto di svolta della vita di Andy: Wimbledon 20 ... (continue)
Mentivo: un commento sensato a questa autobiografia non sono in grado di farlo.
With Andy, the sky is the limit... parole e musica di John McEnroe, e non posso dirmi in disaccordo.
Il libro si apre su quello che è stato indubbiamente il primo punto di svolta della vita di Andy: Wimbledon 2005, quando ragazzino appena diciottenne entra grazie a una wildcard nel tabellone principale di Wimbledon e sbaraglia in tre set prima lo svizzero Bastl e poi Stepanek, prima di cedere solo al quinto - e dopo essersi trovato avanti due set a zero - a Nalbandian. Tre partite che gli cambiano completamente la vita, perché se indubbiamente Andy sarebbe venuto fuori comunque nell'elite dei top-player, sicuramente non era ancora pronto in quel momento a mettersi sulle spalle il pesantissimo fardello del tennis britannico, ad affrontare l'assalto dei media e a imparare a convivere con tutto questo.
Da qui il racconto si sviluppa poi in due direzioni, da una parte si torna indietro, all'infanzia a Dunblane, ai primi passi nel mondo tennistico, ai primi trofei e al rapporto con il fratello Jamie; dall'altra si va avanti, al tour americano dopo quel Wimbledon, alle prime vittorie nei tornei minori, alle prime grandi sfide, all'ingresso nei top-100 con un balzo in avanti in classifica rispetto all'anno precedente semplicemente sbalorditivo.
Come può essere facilmente intuibile, il capitolo dell'autobiografia dedicato al massacro di Dunblane è qualcosa che mette assolutamente i brividi, sia per l'assurdità di quella sparatoria, sia per la casualità altrettanto disarmante che ha deciso chi dovesse vivere e chi dovesse morire.
"I do remember the school Headmaster had told us to go into a classroom - not our usual classroom - because we'd been on our way to the gym [dove si era appena dipanata la carneficina, ndme]. That is a pretty devastating thought. [...] I could have been one of those children."
Da Dunblane si passa oltre, agli anni in Spagna all'Accademia Casal-Sanchez, e ai primi passi sul circuito maggiore, alla vittoria degli US Open Junior, al premio come miglior sportivo under-18 britannico nel 2004, passando per gli innumerevoli problemi con la stampa, passando attraverso la difficoltà di crescere e maturare con puntati addosso gli occhi di una nazione intera.
Coming of Age, che nella sua versione aggiornata ferma il suo racconto poco dopo la fine degli US 2009, è un'autobiografia divertente e tenera, che racconta in maniera chiara e lucida la situazione del tennis britannico e riesce a fare rivivere allo stesso tempo l'entusiasmante cavalcata di un adolescente dai "campi di periferia dove a guardarti c'è forse una persona e il suo cane" alle più imponenti arene del mondo. Se siete appassionati di tennis (o anche solo di sport), ve la consiglio vivamente.
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