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- Le correzioni (6222)
- By Jonathan Franzen
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Finished on Dec 9, 2011





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- Come diventare se stessi (309)
- David Foster Wallace si racconta
- By David Lipsky, David Foster Wallace
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Finished on Oct 3, 2011





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- Rumore bianco (2913)
- By Don Delillo
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Finished on Apr 3, 2011





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- Macanudo vol. 3 (40)
- By Liniers
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Finished on Feb 25, 2011





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- Miles. L'autobiografia (364)
- By Miles Davis, Quincy Troupe
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Finished on Sep 26, 2010





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Questa NON è l'autobiografia di Miles Davis -
Non scherziamo. Miles Davis è la figura chiave della fetta di Novecento chiamata Jazz, ha suonato con tutti i maestri dell’arte, da Charlie “Bird” Parker a Dizzy Gillespie, da John Coltrane a Herbie Hancock. Ha calcato i palcoscenici del mondo raccogliendo ovunque consensi unanimi, gettando le basi ... (continue)
- — Sep 27, 2010 | 2 feedbacks
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- Ada (406)
- o ardore
- By Vladimir Nabokov
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Abandoned on Jun 30, 2010





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Abbandonato per il troppo piacere -
E' così. Succede.
- — Jul 9, 2010 | Add your feedback
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- Brevi interviste con uomini schifosi (1837)
- By David Foster Wallace
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Finished on Jan 18, 2010





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Brevi interviste con uomini schifosi
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Come un elettrocardiogramma del giorno che muore -
Chi meglio di te può recensirti, Dave? Rubarti una citazione per raccontarti, dire che questo libro è doloroso e lo è in ogni sua pagina. Ogni pagina fa male, ogni pagina regala almeno un lampo in cui chi legge alza gli occhi al cielo e pensa "io non ci sarei mai arrivato". E con te non è mai quella ... (continue)
- — Jan 29, 2010 | Add your feedback
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- Interni 2 (57)
- By Ausonia
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Finished on Dec 13, 2009





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Americ-
an Tabloi-
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- American Tabloid (2700)
- !! SCHEDA INCOMPLETA !!
- By James Ellroy
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Finished on Aug 24, 2009





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Americ-
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- Crash (1512)
- By J. G. Ballard
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Finished on Jul 26, 2009





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Public pervert -
Sono un Ballardiano anomalo, non tutto ciò che inizio porto a termine e non tutto mi convince.
Ma questo Crash è folgorante.Premessa: anime belle astenersi. Crash è un libro crudo, pornografico, racconta la storia di un incidente che cambia la visione del mondo del protagonista (lo stess ... (continue)
- — Jul 28, 2009 | 1 feedback
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- Revolutionary Road (2932)
- By Richard Yates
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Finished on Jun 27, 2009





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- Underworld (3452)
- By Don Delillo
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Finished in 2004





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La nostra storia americana -
Si parla spesso di Thomas Pynchon e Don De lillo come maestri del postmoderno americano. Sarebbe forse più consono parlare del primo come maestro del postmoderno esplosivo, dove le soluzioni si moltiplicano per gemmazione e le pagine da novecento potrebbero essere diecimila, oppure due, oppure non e ... (continue)
- — Dec 4, 2008 | 1 feedback
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- Le regole dell'attrazione (1694)
- By Bret Easton Ellis
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Finished in 2004





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Nessuno conosce nessuno -
Nell'87 Ellis portò all'estremo il minimalismo asettico di Meno di zero, e il risultato brucia ancora: storie di studenti universitari che abitano il campus come vampiri, incrociandosi e smarrendosi senza emozioni o azioni che restino, tra suicidi subito dimenticati e la certezza che la solitudine s ... (continue)
- — Nov 24, 2008 | Add your feedback
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- Il grande nulla (952)
- By James Ellroy
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Finished in 2005





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Ancora, sempre Ellroy -
Ci si stanca a dare sempre e solo quattro stelle a un autore, ma sarebbe come giudicare gli album dei Pink Floyd anni settanta. Ellroy non sbaglia nulla, questo poi oltre la solita maniacale perfezione ha un colpo di scena a metà strada che toglie il fiato. E non si dimentica più.
- — Nov 24, 2008 | Add your feedback
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- Dalia nera (3387)
- By James Ellroy
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Finished in Aug 2004





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Il noir perfetto -
Metti il miglior autore di noir al mondo e una trama che non lascia respiro. Depalma si è perso nel trasporlo ma come biasimarlo, ci vorrebbero dieci film per raccontare la Dalia. Magnifico Ellroy
- — Nov 24, 2008 | Add your feedback
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Come diventare se stessi
La frase più bella è della sorella di Wallace, ed è un’ipotesi sull’ultimo gesto di David prima di. Non la ripeterò qui, non funzionerebbe altrettanto.
L’unico errore di un’edizione così pregevole è aver tradotto il sottotitolo (“a road trip with David Foster Wallace”) con l’espressione “DFW si racc ... (continue)
La frase più bella è della sorella di Wallace, ed è un’ipotesi sull’ultimo gesto di David prima di. Non la ripeterò qui, non funzionerebbe altrettanto.
L’unico errore di un’edizione così pregevole è aver tradotto il sottotitolo (“a road trip with David Foster Wallace”) con l’espressione “DFW si racconta”, facendo sembrare il tutto una confessione alle pareti di un cubo di vetro e sminuendo l’apporto indispensabile dell’altro David (Lipsky), giornalista di Rolling Stone inviato-ombra di DFW al culmine della sua vita di autore, quel 1996 che per lui significò
1. Infinite jest appena pubblicato
2. la sua faccia sulla copertina di Time
3. un tour promozionale con ammiratori pronti a sbranarsi per un colpo d’occhio alla nuova leggenda vivente.
Il libro è un dialogo, ed è un dialogo tra due uomini che si fanno compagnia in auto per un po’ di tempo (condizione ideale per l’instaurarsi di un rapporto di confidenza, secondo Henry Ford) L’apporto di Lipsky è fondamentale, il curriculum di Wallace non era quello di uno capitato per caso a Disneyland su una giostra inaugurata a suo nome, pronto a sporgersi e ringraziare incredulo sventolando un fazzoletto con le proprie iniziali; a 34 anni era già stato una promessa mancata della letteratura, aveva lasciato Harvard per le pareti meno concilianti di una clinica per aspiranti suicidi e dopo anni di lavoro inglobante (Infinite Jest, 1.400 pagine, è stato scritto tre volte a mano) si ritrovava in pugno un successo impossibile da comprendere per un libro di quelle dimensioni (fisiche e mentali), un successo non solo critico ma - lo crederesti? - commerciale (15° libro più venduto negli Usa in quel periodo). Ed è qui che cominciamo a immergerci nel suo pensiero: di fronte all’insistenza di Lipsky sull’ammettere il piacere di questo successo la risposta di DFW è “servono almeno due mesi per leggere il romanzo; due giorni dopo l’uscita i reading erano strapieni, segno che la gente è attratta dalla curiosità, non da me”.
Il botta e risposta è tutto giocato su un Lipsky – scrittore mai esploso che vede in DFW l’agognato punto di arrivo - che cerca di portare Wallace a gridare “è fantastico, è il sogno di una vita e lo sto vivendo” e un Wallace che ha troppo alle spalle per poter essere qualcuno che gioisce a pieno delle cose e quindi tira continuamente il freno a mano, mente, corteggia il suo intervistatore in cambio di una tregua, dice la verità. Quanto quest’ultima riesca a venire fuori è merito esclusivo di Lipsky, della sua sensibilità e del suo istinto nell’affondare la stoccata quando è il momento di pretendere un po’ più coraggio da un DFW spesso, fortunatamente, troppo stanco per non essere sincero.
La lucidità di Wallace nel parlare è come la sua prosa, costruisce oralmente periodi che risulterebbero difficili da scrivere per chiunque, ci fa immergere in quella visione del mondo accorta e tollerante tipica di chi si è voluto (e fatto) molto male, di chi sa che questo male alberga in tutti e il comportamento più umano è accettare di farci i conti provando a non farsi strappare il timone di mano. La metafora delle caramelle resterà per sempre negli occhi del lettore, una lezione di questi anni (Infinite jest era ambientato dei tardi anni 00) il cui ronzio tutti quanti intuiamo ma che solo chi “vedeva più fotogrammi al secondo di tutti” avrebbe potuto raccontare in modo così semplice. Come una pacca sulla spalla, ma senza sorridere.
Chiuso il volume resta l’amaro in bocca delle cose amate e perse. Commovente aver passato le ore precedenti a osservare le pagine consumarsi tra le mani, ritrovandosi a sperare che si moltiplicassero. Commovente aver cercato di scacciare il Pensiero per non farsi condizionare e ritrovarsi a sperare che il futuro di David e il nostro, osservati dal 1996, potessero ancora cambiare.
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